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Era l’8 giugno quando uscirono le prime contestazioni da parte della Confconsumatori di Altamura riguardo un aumento del prezzo di vendita del pane (in media, 30 centesimi al chilo, con un incremento dell’20%, attestandosi a 1 euro e 80 al chilogrammo). Michele Micunco, presidente dell’associazione, in seguito a segnalazioni pervenute da parte di molti cittadini, cercava di richiamare all’ordine i panificatori promotori degli aumenti, chiedendo di considerare soprattutto due cose: il fatto che il pane è un bene alimentare primario e la continua perdita del potere d’acquisto delle famiglie, in seguito alla crisi economica. Giunge ora la risposta da parte di Nicola Caggiano, Direttore provinciale dell’Associazione Panificatori di Confesercenti, avallata dai risultati di una ricerca effettuata dall’associazione stessa sulla Borsa Merci della CCIAA di Bari. Senza mezzi termini, il Presidente parla di una ‘scelta obbligata’. In poche parole, l’aumento del costo del pane viene attribuito alle maggiori spese sostenute dai panificatori: farina, energia e costi di produzione. Addirittura, secondo l’Assopanificatori, l’aumento di vendita del pane è inferiore rispetto all’aumento delle materie prime e dei costi di produzione. Recita infatti la nota: “In alcuni panifici della città il prezzo non è mai calato e si mantiene da anni sui 2 € al kg., in molti altri era sceso, in media, a 1,50 €.” Non dimentichiamo, inoltre, che il pane della cittadina in questione è un prodotto di tutto rispetto, anche se solo qualche quintale giornaliero è Pane DOP di Altamura. Forse sul prezzo di vendita non si arriverà ad un accordo, ma su un punto le intenzioni delle due associazioni sembrano convergere: rilanciare il marchio DOP, attraverso una verifica delle condizioni di produzione, la tracciabilità delle materie prime alla base delle produzioni locali, e soprattutto una determinante attività promozionale dell’Amministrazione Comunale e del Consorzio di Tutela del Pane di Altamura.